Proprietà e diritti
Work-for-Hire
Il work-for-hire è l’accordo per cui la musica creata su commissione appartiene al committente fin dal momento in cui esiste, invece di essere creata dal compositore e poi ceduta. È una dottrina del diritto d’autore statunitense e si applica solo a categorie specifiche di opere commissionate, con accordo scritto.
In pratica
Le agenzie usano clausole work-for-hire perché il cliente possieda jingle, colonna sonora o sound design senza un ulteriore passaggio di cessione. Fuori dagli Stati Uniti la dottrina spesso non esiste: molti ordinamenti europei mantengono la paternità in capo alla persona fisica, quindi lo stesso risultato va ottenuto con una cessione esplicita dei diritti patrimoniali, mentre i diritti morali possono restare al compositore. Una clausola “work for hire” incollata in un contratto europeo senza cessione di riserva può lasciare la proprietà irrisolta.
Come lo risolve SoniBuyout®
SoniBuyout non si appoggia alla dottrina work-for-hire: è una cessione scritta del master e della composizione all’acquirente, mondiale e perpetua, efficace in qualunque ordinamento operi il compratore.
Domande reali
Il work-for-hire è valido in Europa?
Non come dottrina, nella maggior parte degli ordinamenti europei. La paternità resta a chi ha creato l’opera e i diritti patrimoniali vanno trasferiti con cessione scritta esplicita. I contratti redatti per gli USA hanno spesso bisogno di questa clausola di riserva.
Il work-for-hire copre i diritti morali?
In genere no. Negli ordinamenti che li riconoscono — paternità e integrità dell’opera — restano all’autore e possono essere rinunciati solo nei limiti della legge locale.
Voci collegate
Possiedi il brano invece di noleggiarlo
Sonify Music vende buyout esclusivi dei brani del catalogo: un pagamento, proprietà totale, brano ritirato dalla vendita e certificato di proprietà nominativo.